Gli effetti degli interventi mente-corpo sul cervello e sulla salute

George Engel, psichiatra statunitense, è noto come il padre del modello biopsicosociale della salute e della malattia (1977), il quale ha rivoluzionato il panorama culturale e scientifico rispetto a questi temi. Secondo tale modello, la comprensione e l’intervento adeguati nella malattia e nella sofferenza non possono prescindere dalla considerazione delle interazioni reciproche e circolari tra fattori biologici, psicologici e sociali. La malattia non è più ritenuta, come nell’ottica biomedica di un secolo fa, una semplice deviazione di valori biologici dalla norma, bensì la risultante di questi tre ordini di variabili, che interagiscono in maniera complessa. Benché nella popolazione generale ci sia ancora scarsa conoscenza dei meccanismi attraverso cui la sfera psichica e sociale influenza il corpo, le neuroscienze, così come altre aree di ricerca quali quella della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), accumulano sempre più evidenze da un lato inerenti ai correlati cerebrali, neurofisiologici, neuroendocrini, metabolici degli stati mentali (fattori cognitivi, emotivi e psicosociali) e dello stress psicologico; dall’altro, circa l’efficacia di interventi psicologici e, in questo caso psicocorporei, sul benessere e la salute, in termini sia di prevenzione delle malattie, sia di intervento a patologia conclamata. Tutto ciò significa che di psiche e relazioni ci si può ammalare, anche nel corpo, e tramite le stesse si può prevenire o guarire; nello specifico di svariate patologie esiste una letteratura scientifica che spiega i meccanismi neurofisiologici, causali o concausali rispetto alla malattia, generati da stati di malessere psicologico.

Il concetto di “stress” è forse quello attualmente più abusato e spesso sottovalutato: di cosa sia lo stress , degli effetti che provoca nel corpo e del ruolo che gioca in svariate malattie, parleremo più approfonditamente in un altro articolo. Per il momento mi preme parlare degli effetti che un complesso di tecniche di intervento, definite di “mente-corpo”, sembrano generare sul nostro cervello e sul nostro corpo, impattando positivamente e significativamente sulla salute.

Una recentissima rassegna scientifica illustra gli effetti di tecniche, quali ad esempio il rilassamento muscolare progressivo, tecniche di modulazione del respiro, tecniche di immaginazione guidata, la mindfulness, a livello cerebrale (in termini funzionali e morfologici), neuroendocrinologico, immunitario e di espressione genica.

  • Queste determinano un aumento dell’attivazione del sistema nervoso parasimpatico e un decremento dell’attività del sistema nervoso  simpatico, la cui attivazione prolungata è connessa a stati di ansia e stress. Riducono la produzione di citochine infiammatorie e aumentano la sensibilità al cortisolo, l’ormone che aiuta a fronteggiare lo stress. Tutto ciò genera una migliore attività cardiaca, una migliore modulazione delle funzioni immunitarie, della motilità intestinale e dell’attività del microbiota intestinale (il complesso di microrganismi che vive nel nostro intestino e gioca un ruolo determinante nella difesa immunitaria). Il sistema immunitario e il microbiota intestinale, a loro volta, retroagiscono sul cervello influenzando il tono dell’umore. L’attività muscolare e il tono cardiovascolare derivanti dall’esercizio di alcune tecniche, hanno effetti sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, principale modulatore della risposta allo stress, sull’equilibrio tra sistema simpatico e parasimpatico, sulla funzione immunitaria e sull’umore.
  • Le tecniche di intervento mente-corpo sembrano influenzare positivamente l’espressione genica di cellule immunitarie collegate alla riduzione dello stress ossidativo, inibendo il danneggiamento cellulare dovuto allo stress cronico. Contrastano l’invecchiamento cellulare, rallentando l’accorciamento dei telomeri, piccole porzioni di DNA che hanno un ruolo nel determinare la durata della vita di ciascuna cellula, e regolando fattori ormonali che ne promuovono il mantenimento del tempo.
  • Studi condotti tramite elettroencefalogramma sugli effetti della mindfulness e altre forme di meditazione rivelano un aumento di attività cerebrale connessa a cognizione, attenzione,  memoria, apprendimento e processi affettivi. Queste sembrano  stimolare la plasticità corticale e innescare cambiamenti nelle reti neurali associate alla ristrutturazione cognitiva. Altri studi, attraverso tecniche di neuroimaging, riportano che gli interventi mente-corpo in generale determinano l’attivazione di aree cerebrali quali: la corteccia orbitofrontale e la corteccia cingolata anteriore (associate alla regolazione emozionale), l’insula (consapevolezza del proprio corpo ed emozioni), l’amigdala e l’ippocampo (apprendimento e memoria), la corteccia somatosensoriale. E altre regioni connesse al senso di sé, all’immaginazione, all’attenzione sostenuta, ecc…

Gli effetti benefici di questa tipologia di interventi sulla salute e sul benessere psicofisico sono in conclusione molto numerosi. Malgrado il pregiudizio culturale ancora diffuso e resistente circa una frattura netta tra mente e corpo, la scienza ha prodotto, e continua a produrre, una mole sempre più significativa di letteratura che testimonia la complessa interazione circolare tra processi psichici e somatici. Tanto che non è più pensabile prendersi cura della propria salute fisica tagliando fuori la salute psicologica e relazionale.

La psicologia, spesso pensata come disciplina interveniente soltanto sul disagio psichico conclamato e circoscritto, o come “ultima spiaggia” quando gli interventi medici non sembrano sortire risultati in definitiva, offre invece soluzioni sia preventive-protettive, di promozione di benessere che non è semplice relax, ma ha dei correlati neurofisiologici di difesa del proprio corpo dalla malattia, e si declina anche in un migliore rapporto con la realtà e fronteggiamento delle difficoltà; sia di intervento, in sinergia con la professione medica, a malattia conclamata.

Riferimento:

Muehsam, D., Lutgendorf, S., Mills, P.J., Rickhi, B., Chevalier, G., Bat, N., Chopra, D., Gurfein, B. (2017). The embodied mind: A review on functional genomic and neurological correlates of mind-body therapies. Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 73, 165-181

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